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	<title>SSOMT</title>
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	<title>SSOMT</title>
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	<item>
		<title>Il massaggio trasverso profondo attua la riparazione del tessuto connettivale?</title>
		<link>https://www.ssomt.it/massaggio-trasverso-profondo-relazione-riparazione-tessuto-connettivale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danila Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2021 16:50:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[massaggio trasverso profondo]]></category>
		<category><![CDATA[terapia manuale]]></category>
		<category><![CDATA[tessuto connettivale]]></category>
		<category><![CDATA[video cor]]></category>
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					<description><![CDATA[Quale relazione vi è nell'azione del massaggio trasverso profondo con la riparazione del tessuto connettivale? Scopriamolo insieme!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In un<a href="https://ssomt.it/manipolazioni-tissutali-cosa-sono-come-eseguirle/"> articolo precedente</a> abbiamo illustrato le caratteristiche del <strong>massaggio trasverso profondo</strong>. Oggi vorremmo evidenziare la sua <strong>relazione</strong> con la <strong>riparazione</strong> del <strong>tessuto connettivale</strong> quando viene eseguito su un paziente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il massaggio trasverso profondo e la fagocitosi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">È stato ipotizzato che una leggera <strong>mobilizzazione trasversale</strong>, <strong>applicata nella fase iniziale del processo infiammatorio</strong>, <strong>aumenta</strong> il <strong>movimento</strong> dell’<strong>edema tissutale presente post trauma</strong>, in modo tale da <strong>incrementare la fagocitosi</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Stimolazione dell&#8217;orientamento tissutale durante la fase di rigenerazione del tessuto connettivo</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Uno <strong>stress minimo meccanico</strong> sia esterno e sia interno, applicati entrambi al di sopra di un tessuto in riparazione, sono gli stimoli primari per il rimodellamento di un’immatura e debole cicatrice tissutale. Tale azione è particolarmente specifica nei tessuti che presentano un orientamento delle fibre su vari piani e diverse direzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il MTP, inoltre, attua una <strong>stimolazione</strong> di un <strong>lineare ri-arrangiamento</strong> delle<strong> fibre</strong> del tessuto connettivo durante la <strong>fase di riparazione</strong>. Per questo è necessario mantenere la mobilità – in rispetto della patologia &#8211; nella struttura lesionata. A causa del dolore, però, il tessuto non può essere mobilizzato nella sua completa estensibilità, ma questa limitazione può essere compensata attraverso la mobilità trasversale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="http://www.ssomt.it/wp-content/uploads/2021/03/massaggio-trasverso-profondo-riparazione-tessuti-connettivali-ssomt-terapia-manuale-1280x800.png" alt="" class="wp-image-31704"/></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Prevenzione delle adesioni e rottura di cicatrici non funzionali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Lo <strong>scopo primario</strong> del MTP è quello di <strong>creare un movimento trasversale</strong> nel <strong>collagene</strong>, in modo da<strong> prevenire</strong> la <strong>formazione di adesioni incrociate</strong> tra le fibre durante il processo riparativo. Nella fase iniziale della proliferazione, nel momento in cui il cross links è assente o limitato, il massaggio trasverso profondo deve essere eseguito dolcemente in modo da causare solo un minimo fastidio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="546" height="776" src="http://www.ssomt.it/wp-content/uploads/2021/03/massaggio-trasverso-profondo-video-corso-ssomt-terapia-manuale.jpeg" alt="" class="wp-image-31705" srcset="https://www.ssomt.it/wp-content/uploads/2021/03/massaggio-trasverso-profondo-video-corso-ssomt-terapia-manuale.jpeg 546w, https://www.ssomt.it/wp-content/uploads/2021/03/massaggio-trasverso-profondo-video-corso-ssomt-terapia-manuale-200x284.jpeg 200w, https://www.ssomt.it/wp-content/uploads/2021/03/massaggio-trasverso-profondo-video-corso-ssomt-terapia-manuale-211x300.jpeg 211w" sizes="(max-width: 546px) 100vw, 546px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La video lezione sul massaggio trasverso profondo la trovi in SSOMT</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel video corso di <strong>Terapia Manuale</strong>, un&#8217;intera lezione è dedicata esclusivamente alla spiegazione della funzione e dalla corretta esecuzione del massaggio trasverso profondo sia a livello teorico sia a livello pratico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per consultare l&#8217;offerta formativa, <a href="https://ssomt.it/corso-terapia-manuale/">visita subito la sezione dedicata al video corso di Terapia Manuale</a>!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sindrome del Tunnel Carpale: come si valuta?</title>
		<link>https://www.ssomt.it/sindrome-tunnel-carpale-valutazione-test-funzionali-terapia-manuale-ssomt/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danila Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2021 16:23:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[corsi online fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Sindrome del tunnel carpale]]></category>
		<category><![CDATA[terapia manuale]]></category>
		<category><![CDATA[Test funzionali]]></category>
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					<description><![CDATA[La sindrome del tunnel carpale può essere diagnosticata tramite due test funzionali: ecco quali e come si eseguono correttamente]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La <strong>sindrome del tunnel carpale</strong> coinvolge il cosiddetto &#8220;<strong>tunnel carpale</strong>&#8220;, ovvero un <strong>passaggio stretto e rigido formato dal legamento e dalle ossa alla base della mano</strong>. All&#8217;<strong>interno</strong> di questo <strong>decorrono il nervo mediano e nove tendini flessori delle dita che vanno dall&#8217;avambraccio alla mano</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono le cause della sindrome del tunnel carpale?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Una delle <strong>cause</strong> della sindrome potrebbe essere l&#8217;<strong>aumento di pressione all’interno del tunnel</strong> la quale determina una <strong>compressione e irritazione</strong> del <strong>tessuto nervoso</strong>, dovuta alla <strong>tenosinovite</strong>, ovvero l&#8217;<strong>infiammazione della guaina che riveste i tendini flessori</strong>. Ci sono però alcune condizioni che possono agevolarne l&#8217;insorgenza, come <strong>lussazioni articolari o fratture</strong>. Ma anche <strong>malattie a carico della tiroide, diabete e artrite reumatoide</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Si può valutare la presenza della sindrome con un test funzionale?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, ovviamente. Nel test di cui parleremo oggi oltre a valutare il <strong>grado di mobilità del nervo mediano</strong> all&#8217;interno del tunnel di cui abbiamo parlato prima, valuteremo anche le <strong>strutture che compongono il tunnel</strong>. Quali? </p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno è il legamento trasverso del carpo. Qui andremo a <strong>palpare e a stabilizzare</strong> i suoi <strong>apici laterali e mediali</strong> e da tale posizione andiamo a <strong>mobilizzare trasversalmente il legamento del carpo</strong>, in modo da valutare la risposta sintomatologica nel momento in cui viene eseguita la distensione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="http://www.ssomt.it/wp-content/uploads/2021/03/sindrome-tunnel-carpale-test-funzionali-ssomt-2-938x800.png" alt="" class="wp-image-31699"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>secondo test</strong>, invece, è quello con cui andremo a valutare la <strong>mobilità dello scafoide</strong> nella <strong>parte laterale del polso dell&#8217;osso</strong> che subisce maggiori carichi nei movimenti del polso stesso e da lì, portando la mano del paziente in flessione ulnare spostiamo da anteriore a posteriore lo scafoide ed eseguiamo un movimento di radializzazione. Se lo scafoide è ben posizionato e si muove in maniera corretta e il paziente riesce ad eseguire il movimento di estensione radiale senza sintomatologia, allora non parleremo di sindrome del tunnel carpale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel caso in cui ci fosse una instabilità dello scafoide il movimento sarebbe limitato ed estremamente doloroso. Questo è indicativo di una non corretta funzionalità dello scafoide e del legamento trasverso e del tunnel in generale che va ad interagire negativamente con il nervo mediano.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="http://www.ssomt.it/wp-content/uploads/2021/03/sindrome-tunnel-carpale-valutazione-test-funzionali-ssomt-1-1-1200x800.jpeg" alt="" class="wp-image-31700"/></figure>



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			</item>
		<item>
		<title>Cefalea cervicogenica: è possibile diagnosticarla con un test funzionale?</title>
		<link>https://www.ssomt.it/cefalea-cervicogenica-valutazione-test-funzionali-ssomt/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danila Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2021 16:05:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Cefalea cervicogenica]]></category>
		<category><![CDATA[ecm]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[terapia manuale]]></category>
		<category><![CDATA[Test funzionali]]></category>
		<category><![CDATA[video corsi fisioterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[E' possibile valutare la presenza di cefalea cervicogenica nel paziente con i test funzionali? Ne parliamo in questo articolo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La <strong>cefalea cervicogenica</strong> è un tipo di <strong>cefalea secondaria</strong> che, solitamente, è <strong>causata</strong> da <strong>problemi di mobilità</strong> o <strong>postura rachide cervicale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solitamente, con questo tipo di mal di testa, viene <strong>coinvolta</strong> l&#8217;<strong>area suboccipitale</strong> dove ci sono le <strong>articolazioni</strong> delle <strong>prime tre vertebre cervicali</strong>. Sono proprio i <strong>segmenti cervicali</strong>, infatti, a contribuire alla genesi e allo sviluppo della cefalea cervicogenica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>caratteristiche principali</strong> di questo tipo di mal di testa sono:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>ridotta mobilità delle articolazioni del rachide cervicale superiore</strong> (prima, seconda e terza vertebra)</li><li><strong>alterazioni del controllo neuro-motorio cervicale e toracico</strong> (cioè del modo in cui si attivano e coordinano i muscoli)</li><li><strong>presenza di aree miofasciali alterate all&#8217;interno di muscoli specifici</strong></li><li><strong>tensioni da mal adattamento dei muscoli del rachide cervicale e toracico</strong>.</li></ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="400" height="300" src="http://www.ssomt.it/wp-content/uploads/2021/03/cefalea-cervicogenica-test-funzionali-ssomt-1.jpeg" alt="" class="wp-image-31690" srcset="https://www.ssomt.it/wp-content/uploads/2021/03/cefalea-cervicogenica-test-funzionali-ssomt-1.jpeg 400w, https://www.ssomt.it/wp-content/uploads/2021/03/cefalea-cervicogenica-test-funzionali-ssomt-1-200x150.jpeg 200w, https://www.ssomt.it/wp-content/uploads/2021/03/cefalea-cervicogenica-test-funzionali-ssomt-1-300x225.jpeg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Solitamente le <strong>cause</strong> della cefalea cervicogenica sono di <strong>natura neuro-muscolo-scheletrica</strong>, ovvero:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>traumi al collo o alla testa (per esempio il colpo di frusta)</li><li>posture prolungate e svantaggiose che stressano la capacità di tenuta dei muscoli e delle articolazioni del collo</li><li>sovraccarichi da attività sportiva o lavorativa intensa</li><li>movimenti improvvisi del collo o della testa</li><li>gestualità lavorative eccessive o inconsuete</li><li>tutto quello che può determinare uno stress meccanico o &#8220;stiramento&#8221; eccessivo o inusuale di nervi.</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Test funzionali per diagnosticare la cefalea cervicogenica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono <strong>due test funzionali</strong> di valutazione della cefalea cervicogenica. Si <strong>valuterà</strong>, infatti, la <strong>funzionalità</strong> e la <strong>mobilità</strong> dei <strong>segmenti in cranio cervicale</strong>. Ovvero quelli compresi tra <strong>occipite C1 e C2</strong>. Questo perché una delle condizioni particolari per cui si possa dire che c&#8217;è un coinvolgimento della cervicale nel mal di testa del paziente, è la <strong>presenza</strong> di una <strong>limitazione</strong> dei <strong>segmenti cervicali superiori</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel <strong>primo test</strong>, quello di <strong>flessione e rotazione cervicale superiore,</strong> si andrà dunque a:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>flettere completamente la testa del paziente, quindi flettere l&#8217;occipite sulla cervicale</li><li>stabilizzare C2 sia medialmente sia lateralmente</li><li>nella posizione di massima flessione eseguire un movimento di rotazione sinistra e movimento di rotazione destra: i movimenti devono essere simmetrici o, almeno, di essere di 35° come minimo e come range medio 45°. Da qui valutare se c&#8217;è una limitazione</li></ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="386" height="500" src="http://www.ssomt.it/wp-content/uploads/2021/03/test-funzionale-flessione-rotazione-cefalea-cervicogenica-ssomt.jpeg" alt="" class="wp-image-31691" srcset="https://www.ssomt.it/wp-content/uploads/2021/03/test-funzionale-flessione-rotazione-cefalea-cervicogenica-ssomt.jpeg 386w, https://www.ssomt.it/wp-content/uploads/2021/03/test-funzionale-flessione-rotazione-cefalea-cervicogenica-ssomt-200x259.jpeg 200w, https://www.ssomt.it/wp-content/uploads/2021/03/test-funzionale-flessione-rotazione-cefalea-cervicogenica-ssomt-232x300.jpeg 232w" sizes="(max-width: 386px) 100vw, 386px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Nel <strong>secondo test</strong>, invece, si <strong>assocerà</strong> la <strong>rotazione all&#8217;inclinazione laterale</strong>. <strong>In presenza di un coinvolgimento cervicale superiore, i movimenti di rotazione e inclinazione sono dissociati tra di loro</strong>. Quindi sono opposti. Nel momento di rotazione a destra, quindi, ci sarà un&#8217;inclinazione sinistra. Con il test, quindi, andremo a stabilizzare vertebra cervicale superiore C1 da destra verso sinistra, chiedendo alla paziente di inclinare la testa. Il movimento dovrebbe essere libero. Lo stesso test si esegue a sinistra verso destra. I test devono dare entrambi lo stesso risultato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="643" height="512" src="http://www.ssomt.it/wp-content/uploads/2021/03/test-funzionale-rotazione-inclinazione-laterale.jpeg" alt="" class="wp-image-31692" srcset="https://www.ssomt.it/wp-content/uploads/2021/03/test-funzionale-rotazione-inclinazione-laterale.jpeg 643w, https://www.ssomt.it/wp-content/uploads/2021/03/test-funzionale-rotazione-inclinazione-laterale-200x159.jpeg 200w, https://www.ssomt.it/wp-content/uploads/2021/03/test-funzionale-rotazione-inclinazione-laterale-300x239.jpeg 300w, https://www.ssomt.it/wp-content/uploads/2021/03/test-funzionale-rotazione-inclinazione-laterale-600x478.jpeg 600w" sizes="(max-width: 643px) 100vw, 643px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Test funzionali SSOMT</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel nostro video corso di <strong>Terapia Manuale</strong>, un&#8217;intera video lezione sarà dedicata ai test funzionali che si diversificano dai test ortopedici perché valutano come le strutture fasciali, muscolari e articolari si muovono in rapporto fra loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scopri ora il nostro abbonamento!</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Test del segno del gluteo di Cyriax: a cosa serve e come si esegue</title>
		<link>https://www.ssomt.it/test-del-segno-del-gluteo-come-si-esegue-cosa-serve-terapia-manuale-ssomt/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danila Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2021 12:45:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[ssomt]]></category>
		<category><![CDATA[terapia manuale]]></category>
		<category><![CDATA[Test del segno del gluteo]]></category>
		<category><![CDATA[Test funzionali]]></category>
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					<description><![CDATA[Cosa è e a cosa serve il Test del Segno del Gluteo? Ne parliamo insieme in questo articolo con una descrizione approfondita]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>test del segno del gluteo di Cyriax</strong> è un <strong>test funzionale</strong> messo in atto per diagnosticare correttamente in generale una disfunzione dell’<strong>anca</strong> e nello specifico della<strong> sindrome del piriforme</strong>, rispetto a una disfunzione che coinvolge direttamente il nervo sciatico a livello lombare. Di quale sindrome si tratta e come si esegue il test? Lo scopriamo in questo articolo!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sindrome del piriforme</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La sindrome del piriforme si manifesta quando il muscolo piriforme, appunto, irrita o comprime il nervo sciatico prossimale. Solitamente questo avviene in presenza di un trauma o di una contrattura. Secondo le ultime stime, si tratterebbe di una sindrome non rara che causa dolore al gluteo e all&#8217;arto inferiore, soprattutto nel genere femminile. La sindrome del piriforme scatena, solitamente, dolori e deficit motori all&#8217;arto inferiore così importanti da impedire al paziente il normale svolgimento di attività lavorative e sportive e, nei casi più severi, limitandone anche le normali attività quotidiane.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Test del segno del gluteo per diagnosticare la sindrome del piriforme</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Come abbiamo detto, il test del segno del gluteo di Cyriax serve per indicare una lesione articolare e di una disfunzione degenerativa a livello dell&#8217;anca. Come si esegue il test?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella posizione in cui il paziente è sdraiato supino, si stabilizza il bacino e si portano l&#8217;anca e la gamba del paziente in posizione neutra. Si stabilizzano poi l&#8217;ilio e il bacino, si afferra il piede e si solleva la gamba.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel punto in cui il paziente riferisce una sintomatologia dolorosa, questa potrebbe essere indicativa sia di una lesione osteoartritica o muscolo-scheletrica dell&#8217;anca, ma anche un coinvolgimento del sistema nervoso. Questo perché viene stimolato il nervo sciatico nel momento in cui viene sollevata la gamba.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalla posizione in cui la gamba è sollevata, mantenendo la posizione sintomatologica, si flette il ginocchio. Se il range non aumenta e la sintomatologia diventa più dolorosa nel momento in cui si forza la frizione, questo è indicativo di una lesione muscolo-scheletrica a livello dell&#8217;anca. Nel caso in cui invece il range tende ad aumentare e la sintomatologia tende a diminuire, questo è indicativo di un coinvolgimento del sistema nervoso (nello specifico nello sciatico) e non di un coinvolgimento delle strutture moscolo-scheletriche a livello dell&#8217;anca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I test funzionali della SSOMT</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel video corso di <strong>Terapia Manuale</strong> potrai accedere alla video lezione dedicata ai test funzionali messi in atto da Stefano Serrecchia, fondatore della SSOMT. Si tratta di un video corso unico nel suo genere! Sono presenti, infatti, un centinaio di video lezioni di test funzionali applicati su tutto il corpo, sia nella parte spinale sia nella parte del Quadrante Superiore sia del Quadrante Inferiore. Solitamente i terapisti fanno riferimento, nella loro valutazione, a test ortopedici di valutazione se una struttura è integra o non integra dal punto di vista funzionale. Questi test, invece, tendono ad avere un&#8217;impostazione in cui si valuta come le articolazioni o come le strutture si muovono in rapporto fra loro e come questo rapporto possa essere alterato e, quindi, generare una predisposizione nella sintomatologia dolorosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://ssomt.it/corso-terapia-manuale/">Consulta adesso i nostri abbonamenti!</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Neurodinamica: cosa è e quando serve?</title>
		<link>https://www.ssomt.it/neurodinamica-terapia-manuale-video-corso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danila Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2021 12:37:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Neurodinamica]]></category>
		<category><![CDATA[terapia manuale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ssomt.it/?p=31674</guid>

					<description><![CDATA[Nel nostro video corso di Terapia Manuale, un'intera lezione verrà dedicata alla Neurodinamica: ne parliamo in questo articolo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Un argomento poco trattato nei blog dedicati alla fisioterapia è sicuramente la funzione della <strong>neurodinamica</strong> nelle disfunzioni <strong>neurogeniche</strong>. Oggi approfondiamo l&#8217;argomento con questo articolo!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Neurodinamica e terapia manuale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni, in fisioterapia, c’è stato un emergere di strategie di valutazione e di intervento su base della neurodinamica. Ovvero sul rapporto tra la fisiologia del nervo e la sua meccanica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo ha determinato la nascita e la crescita di un vasto campo di strategie terapeutiche atte a recuperare la normale attività neuronale sia rispetto alla fisiologia sia rispetto alla meccanica. In tale veste, la terapia manuale fisioterapica tende a recuperare la corretta capacità di movimento e adattamento tra loro delle strutture neurogeniche e strutture ossee e muscolo-fasciali, in modo da ristabilire i loro relativi corretti rapporti funzionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tali strategie sono mirate a recuperare la corretta mobilità del tessuto nervoso centrale e periferico attraverso la mobilizzazione dei segmenti neurogenici precedentemente alterati. Se le indicazioni sono corrette, sia il terapeuta che il paziente notano all&#8217;istante una risposta positiva alla strategia attuata. Tale condizione facilita il recupero non solo dell’attività muscolare, ma ne completa l’azione coinvolgendo l’intero sistema in maniera funzionale. Come? Attraverso il movimento attivo precedentemente dolente, e poi nel tempo privo di sintomatologia dolorosa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Test neurodinamici: a cosa servono?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I <strong>test di neurodinamica</strong> (o <strong>test neurodinamici</strong>) valutano la meccano-sensitività dei tessuti neurali rispetto alle strutture muscolo-scheletriche che attraversano o che si pongono in relazione con loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I vari test neurogenici specifici per le varie strutture nervose sono strutturati e disegnati, in particolare, per valutare l’adattamento strutturale e i processi pato-infiammatori e pato-meccanici presenti nel sistema nervoso durante il movimento. E quanto lo stesso influisce sulla sensibilità del sistema nervoso in generale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I test di neurodinamica, dunque, valutano:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>la risposta del tessuto neuronale rispetto al movimento articolare;</li><li>la salute delle strutture circostanti;</li><li>la risposta allo stress di tensione imposto al tessuto neurale (cioè l’intrappolamento multiplo o singolo nelle strutture anatomiche o le risposte alla compressione del sistema nervoso che influenza la complessiva mobilità nel sistema).</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Neurodinamica, la video lezione sulla piattaforma SSOMT</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel video corso per fisioterapisti dedicato alla Terapia Manuale SSOMT è presente anche una dettagliata video lezione sulla funzione della tecnica manipolativa di neurodinamica. Il corso ha lo scopo di fornire le conoscenze necessarie per apprendere le tecniche manipolative associate alla neurodinamica, nella valutazione differenziale e trattamento delle patologie.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://ssomt.it/corso-terapia-manuale/">Trovi l&#8217;abbonamento qui!</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Spalla congelata: come possiamo intervenire con la manipolazione passiva?</title>
		<link>https://www.ssomt.it/spalla-congelata-manipolazione-passiva/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danila Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Mar 2021 11:45:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[manipolazione passiva]]></category>
		<category><![CDATA[Quadrante Superiore]]></category>
		<category><![CDATA[sindrome spalla congelata]]></category>
		<category><![CDATA[ssomt]]></category>
		<category><![CDATA[terapia manuale]]></category>
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					<description><![CDATA[La sindrome da spalla congelata è una patologia comune in molti soggetti: ecco come possiamo intervenire con la mobilizzazione passiva]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La <strong>spalla congelata</strong> (<strong>capsulite adesiva</strong>) è una rigidità dolorosa della spalla di <strong>eziologia</strong> incerta che porta a una <strong>rigidità</strong> articolare tramite una <strong>capsulite</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La spalla congelata idiopatica (o primaria) si manifesta in circa l&#8217;<strong>8-10% della popolazione</strong> e fino al <strong>29%</strong> nei <strong>soggetti affetti da diabete</strong>. Per la diagnosi clinica, la rotazione esterna e almeno un movimento aggiuntivo devono essere limitati con dolore sia attivamente sia passivamente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come si sviluppa la sindrome della spalla congelata?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La spalla congelata solitamente si sviluppa in 3 fasi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>dolore acuto</strong></li><li><strong>progressiva riduzione del range of motion con dolore</strong></li><li><strong>risoluzione del dolore e recupero del ROM</strong>.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La patologia si arresta da sola</strong> (spesso si tratta di una condizione autolimitante, anche se taluni pazienti possono continuare ad avere sintomi per diversi anni) e la maggior parte dei pazienti presenta nuovamente una spalla non dolorante dopo uno-tre anni. Tuttavia, se questa patologia non è trattata, spesso persistono limitazioni della mobilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Qual è il contributo della mobilizzazione passiva?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>mobilizzazione passiva</strong> può certamente essere adoperata per <strong>alleviare il dolore</strong> perché promuove la motivazione per contribuire attivamente al recupero. Inoltre, la mobilizzazione passiva può offrire la <strong>sensazione di stretching</strong> che il paziente dovrebbe provare durante la sua automobilizzazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La limitazione dolorosa del movimento nei pazienti affetti da spalla congelata può dunque guadagnare un certo range di movimento grazie al sollievo dal dolore attraverso la mobilizzazione passiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo articolo ti è stato utile? All&#8217;interno del nostro video-corso del <strong><em>Quadrante Superiore</em></strong>, troverai un&#8217;intera video-lezione dedicata alla spalla! Nel corso <strong><em>La Spalla SSOMT</em></strong> troverai una panoramica completa dell’anatomia, della biomeccanica e dell’esame clinico comprensivo di un ampio spettro di test funzionali, e il trattamento per le diverse patologie della spalla.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://ssomt.it/corso-quadrante-ssomt/">Scopri ora l&#8217;abbonamento!</a></p>
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		<item>
		<title>Anatomia funzionale della colonna vertebrale cervicale</title>
		<link>https://www.ssomt.it/colonna-vertebrale-cervicale-video-corso-terapia-manuale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danila Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2021 15:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[anatomia]]></category>
		<category><![CDATA[Colonna vertebrale cervicale]]></category>
		<category><![CDATA[videocorso online fisioterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[Come si compone la colonna vertebrale cervicale? Quali sono le patologie a suo carico e quali le tecniche di terapia manuale più adatte?]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La<strong> colonna vertebrale cervicale</strong> è composta da una serie di <strong>articolazioni</strong> che<strong> consentono il maggiore grado di mobilità</strong> rispetto a qualsiasi altra sezione della colonna vertebrale. Tuttavia questo ampio grado di mobilità <strong>ha un costo funzionale</strong> poiché <strong>viene sacrificata la stabilità generale</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scopriamo insieme quali sono le sue funzioni fondamentali e come è generalmente costituita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le articolazioni della colonna vertebrale cervicale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La colonna vertebrale cervicale è composta da ben <strong>37 articolazioni</strong> e può essere suddivisa funzionalmente in <strong>4 unità anatomiche distinte fra loro</strong>, ciascuna con una propria morfologia specifica. La somma del range e l&#8217;influenza cinematica di ciascuna unità spinale determina le sue funzioni in toto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In termini anatomici le quattro unità sono così costituite:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>atlante</li><li>asse (o C1)</li><li>giunzione cervicale tra C2 ± C3</li><li>altre vertebre comprese tra C3 e C7</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Funzioni fondamentali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le funzioni fondamentali includono:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>la trasmissione di carico assiale dal cranio;</li><li>mantenere lo sguardo orizzontale, permettendo il normale movimento della testa e del collo, e proteggere importanti strutture neuro-vascolari come il midollo spinale, le radici nervose e le arterie vertebrali.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Una colonna vertebrale cervicale sana e normalmente funzionante è la base per svolgere molte attività della vita quotidiana, ed è essenziale per mantenere una buona qualità della vita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le tecniche di terapia manuale per la colonna vertebrale cervicale</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non solo teoria, ma anche tanta pratica! Nei video corsi messi a disposizione sulla piattaforma SSOMT, non solo avrai una solida base teorica sulla CVC, ma attraverso gli insegnamenti di <strong>Stefano Serrecchia</strong> potrai scoprire quali sono le patologie che più colpiscono questa zona del corpo e quali sono le tecniche di terapia manuale per fisioterapisti adatte per curarle.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://ssomt.it/corso-quadrante-ssomt/">Consulta adesso il programma completo dei video corsi SSOMT</a></strong> e scegli il tuo abbonamento!</p>
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		<title>Manipolazioni tissutali per il ripristino dei tessuti molli</title>
		<link>https://www.ssomt.it/manipolazioni-tissutali-cosa-sono-come-eseguirle/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danila Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2021 14:49:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Manipolazioni tissutali]]></category>
		<category><![CDATA[terapia manuale]]></category>
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					<description><![CDATA[Cosa sono le manipolazioni tissutali? A cosa servono e come si eseguono? In questo articolo vogliamo rispondere a queste domande]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>manipolazioni tissutali</strong> sono una <strong>specifica tecnica</strong> di <strong>mobilizzazione</strong> del <strong>tessuto fasciale</strong> in forma di massaggio\mobilizzazione <strong>attuato trasversalmente</strong> rispetto all&#8217;orientamento del tessuto tendineo, legamentoso e muscolare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo articolo vogliamo scendere più nel dettaglio per scoprire quali siano le <strong>strutture coinvolte</strong>, gli <strong>scopi</strong> e i <strong>fini</strong> delle manipolazioni tissutali e la modalità d&#8217;azione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un microtrauma necessario</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Potenzialmente le manipolazioni tissutali rappresentano una forma di <strong>micro trauma controllato</strong> che dà inizio e stimola il processo di riparazione tissutale. Dal punto di vista anatomico biologico, è possibile mobilizzare tutte le strutture molli che compongono la fascia, intendendo come fascia tutte le strutture molli muscolo scheletriche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché le manipolazioni tissutali vengono eseguite in maniera trasversale?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tale mobilizzazione viene attuata trasversalmente rispetto all’orientamento delle fibre della struttura interessata dalla lesione in quanto intende mantenere la capacità delle stesse di deformarsi anche in presenza di una loro alterazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando si ricorre a questa tecnica di terapia manuale?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Le manipolazioni tissutali vengono generalmente utilizzate dopo una lesione traumatica o consequenzialmente a una lesione da over-use su tutte le strutture molli. La tecnica viene spesso eseguita precedentemente a una mobilizzazione delle strutture articolari di riferimento alla lesione associata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A seconda del tipo di lesione si ricorrerà a due movimenti diversi:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>nelle lesioni muscolari minori la frizione è seguita dal movimento attivo</li><li>mentre in presenza di lesioni legamentose dal movimento passivo</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>È di fondamentale importanza che la MT venga applicata con le dita direttamente sulla zona interessata dalla lesione</strong>, a meno che non ci siano controindicazioni specifiche legate all’evento patogeno. L’effetto è fondamentalmente locale, per cui se le dita non vengono applicate nella sede esatta della lesione e nella direzione trasversale, non ci può aspettare una risoluzione della sintomatologia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante gli anni si è pensato che la frizione dovesse essere dolorosa per il paziente, ma questa è una convinzione errata. Il dolore durante la manipolazione tissutale è il risultato dell’esecuzione di una tecnica sbagliata, un’indicazione errata o per una pressione eccessiva sul tessuto lesionato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali effetti producono le manipolazioni tissutali?</h2>



<p class="wp-block-paragraph"> Nel momento in cui vengono applicate in maniera corretta, le MT portano a un effetto analgesico immediato sulla zona trattata e raramente a un’esperienza dolorosa per il paziente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Entra a far parte della nostra community!</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il sapere non è tale se non è condiviso</strong>! Se l&#8217;articolo ti è piaciuto e vuoi condividere con noi e con il resto della <strong>community SSOMT</strong> la tua esperienza come operatore sanitario, raggiungici sulla nostra pagina <strong><a href="https://www.facebook.com/ssomt.italia/">Facebook</a></strong> o la nostra pagina <a href="https://www.instagram.com/ssomt.italia/">Instagram</a>!</p>
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		<item>
		<title>Manipolazioni Spinali: una terapia contro il dolore muscolo-scheletrico</title>
		<link>https://www.ssomt.it/manipolazioni-spinali-tecnica-terapia-manuale-contro-dolore-muscolo-scheletrico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danila Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2021 11:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[dolore muscolo-scheletrico]]></category>
		<category><![CDATA[Manipolazioni spinali]]></category>
		<category><![CDATA[terapia manuale]]></category>
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					<description><![CDATA[Le manipolazioni spinali sono una tecnica della terapia manuale utili per contrastare il dolore dovuto a patologie muscolo-scheletriche]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Le <strong>manipolazioni spinali</strong> sono un <strong>intervento clinico medico</strong> di<strong> terapia manuale manipolativa</strong>, attuate da un operatore specializzato. Nello specifico si tratta di un <strong>intervento terapeutico </strong>che viene praticato da professionisti sanitari in varie specialità:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>osteopati</li><li>chiropratici</li><li>fisioterapisti</li><li>medici</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Se sei un professionista nelle specialità che abbiamo appena elencato, questo articolo potrebbe fornirti una <strong>piccola base teorica</strong> per capire cosa sia la manipolazione spinale e a cosa serva. Pronto? Cominciamo!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa sono le manipolazioni spinali?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo dire che non esiste una definizione che soddisfi in maniera esauriente questa tecnica manipolativa. Tuttavia, siamo concordi nell&#8217;affermare che le caratteristiche principali delle manipolazioni spinali sono, sostanzialmente, due:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>corta ampiezza: ovvero il ridotto range di movimento articolare attuato dall&#8217;operatore nel momento in cui esegue la manipolazione;</li><li>alta velocità: fa in modo che il paziente non controlli o gestisca in maniera specifica l&#8217;atto terapeutico dell&#8217;operatore.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di eseguire questa tecnica, l&#8217;operatore sanitario dovrebbe eseguire un corretto screening valutativo in modo da capire se la manipolazione spinale sia indicata e sicura per la situazione clinica del paziente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quali sono le articolazioni e le strutture spinali suscettibili alla tecnica manipolativa?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Articolazioni e strutture spinali suscettibili alle manipolazioni spinali sono:</p>



<ul class="wp-block-list"><li>faccette articolari</li><li>articolazione atlanto-occipitale</li><li>atlanto-assiale</li><li>lombo sacrali</li><li>sacro-iliache</li><li>costo trasversarie</li><li>costo vertebrali</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">La specificità della manipolazione spinale</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come abbiamo già detto, la manipolazione spinale comporta un impulso di spinta attraverso un braccio di leva lunga (sviluppato soprattutto dagli osteopati) o leva corta (sviluppato dai chiropratici). Quali sono, però, le specificità di questi due tipi di manipolazione spinale?</p>



<ul class="wp-block-list"><li>nella manipolazione a leva lunga (o manipolazione ad ampio range e bassa velocità), la spinta viene attuata in modo non specifico, cioè non direttamente alla vertebra specifica, ma l’operatore muove passivamente molte articolazioni vertebrali simultaneamente all&#8217;interno del loro range di movimento;</li><li>la manipolazione a leva corta (o ad alta velocità piccola ampiezza) viene attuata con un movimento su un singolo processo spinoso, lamina o processo articolare, di una specifica vertebra in modo da influenzare in maniera distinta le risposte meccaniche e fisiologiche di quella specifica vertebra.</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Impara la manipolazione spinale dai migliori con SSOMT</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nei videocorsi della SSOMT, disponibili sulla piattaforma e-learning, non solo hai la possibilità di arricchire la tua base professionale, ma anche di apprendere il corretto modo per eseguire le manipolazioni spinali. Attraverso la guida e gli insegnamenti di<strong> Stefano Serrecchia</strong> scoprirai come questa tecnica manipolativa mostra in ambito clinico un effetto positivo in persone affette da dolore muscolo-scheletrico. È dunque indispensabile per il bagaglio formativo e professionale dei fisioterapisti e di tutti gli operatori del settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://ssomt.it/">Scopri ora l&#8217;offerta formativa</a></strong> dei video corsi SSOMT e scegli l&#8217;abbonamento più adatto alle tue esigenze!</p>
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		<item>
		<title>Crediti ECM: tutto quello che c&#8217;è da sapere e come conseguirli</title>
		<link>https://www.ssomt.it/crediti-ecm-fisioterapisti-video-corso-ssomt/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danila Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2021 16:13:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[crediti ecm]]></category>
		<category><![CDATA[crediti formativi]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[ssomt]]></category>
		<category><![CDATA[terapia manuale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ssomt.it/?p=31479</guid>

					<description><![CDATA[I crediti ECM sono importanti per la formazione professionale degli operatori della fisioterapia: scopri come conseguirli con SSOMT!]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">I <strong>crediti ECM</strong> (acronimo per <strong>Educazione Continua in Medicina</strong>) indicano un modello espressivo per indicare la necessità dei professionisti della salute di tenersi aggiornati nel loro ambito di attività. Il modello espressivo dei crediti ECM è indicato in<strong> numeri</strong> e sono un <strong>obbligo formativo</strong> che ha l&#8217;obiettivo di guidare il professionista della sanità nella sua formazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il <strong>triennio 2020-2022</strong> è obbligatorio acquisire circa <strong>150 crediti</strong> ECM. L&#8217;acquisizione dei crediti riguarda tutti i professionisti della salute e se si è laureandi l&#8217;obbligo formativo inizia dal<strong> 1 gennaio</strong> successivo al conseguimento del titolo di studio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A differenza degli anni precedenti, oggi non ci sono più limiti nell&#8217;acquisizione annua dei crediti ECM. Ogni anno si possono acquisire quanti crediti si vogliono in tutte le modalità, anche a distanza. Nel caso si accumulassero dei crediti in più durante l&#8217;anno si andrà incontro ad uno &#8220;sconto&#8221; dell&#8217;acquisizione dei crediti durante il triennio. Un esempio? Se nel triennio precedente si sono maturati tra 80 e 120 crediti, si avrà una riduzione di 15 crediti (quindi se ne dovranno conseguire 135 anziché 150).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché è importante essere in regola con i crediti formativi?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Qualunque sia il vostro inquadramento lavorativo (libero professionista, dipendente di strutture pubbliche o private convenzionate) è sempre più necessario controllare la vostra posizione ECM.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ordine professionale e, in caso di sinistri, le assicurazioni professionali, potranno infatti valutare il vostro aggiornamento professionale e indire sanzioni o chiedere il diritto di rivalsa nel caso in cui il fisioterapista fosse ritenuto colpevole e non fosse in regola con gli ECM.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I tuoi crediti ECM con i video corsi SSOMT</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Scegliendo l’abbonamento completo sulla piattaforma e-learning SSOMT per fisioterapisti, riceverai <strong>50 crediti ECM</strong> necessari per l&#8217;aggiornamento della professione fisioterapica. Come? Assieme all’accesso completo a tutti i nostri corsi online, riceverai due manuali di circa <strong>300 pagine</strong> dedicati al <strong>Quadrante Inferiore</strong> e al <strong>Quadrante Superiore</strong> che ti serviranno per sostenere il questionario finale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora non conosci la nostra offerta formativa? <strong>Consultala adesso sul nostro catalogo</strong>!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Impingement della spalla: tutto quello che un fisioterapista dovrebbe sapere</title>
		<link>https://www.ssomt.it/impingement-della-spalla-anamnesi-trattamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danila Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2021 15:59:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[Impingement della spalla]]></category>
		<category><![CDATA[Quadrante Superiore]]></category>
		<category><![CDATA[Sindrome]]></category>
		<category><![CDATA[terapia manuale]]></category>
		<category><![CDATA[video corso]]></category>
		<category><![CDATA[video corso online]]></category>
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					<description><![CDATA[Cos'è la sindrome da Impingement della spalla e perché si verifica? Ecco un piccolo vademecum per i professionisti della fisioterapia]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Oggi vogliamo affrontare insieme a voi l&#8217;argomento della <strong>Sindrome da Impingement della spalla</strong>. Insieme scopriremo quali sono le cause alla base di questa sindrome e come diagnosticarla correttamente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Impingement della spalla, valutazione clinica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La sindrome da impingement della spalla ha la tendenza ad essere sovra diagnosticata come causa primaria di dolore alla spalla e, troppe volte, non viene richiesta una storia più approfondita e attenta per escludere cause più subdole o più gravi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In linea generale, comunque, i pazienti affetti da questa sindrome si lamentano di dolore nell&#8217;<strong>aspetto antero laterale</strong> della spalla, aggravato quando si chiede di eseguire movimenti che portino le braccia sollevate verso l&#8217;alto. Solitamente possiamo dividere la natura del dolore della SIS in:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>acuto</strong>, quando si tratta di una recente lesione traumatica alla spalla;</li><li><strong>cronico</strong>, quando la sindrome da impingement della spalla è dovuta alla presenza di osteofiti.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Importantissimo, durante la valutazione fisica del paziente, è verificare la presenza di <strong>eventuali segni clinici </strong>come <strong>gonfiore</strong>, <strong>deformità</strong>, <strong>sensibilità cutanea</strong>, <strong>atrofia muscolare</strong> o <strong>rigidità</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come diagnosticare la sindrome?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per diagnosticare in maniera specifica la SIS e distinguerla da <strong>borsite</strong>, <strong>lesioni della cuffia dei rotatori</strong> e <strong>spessore parziale o totale</strong>, 3 sono i test migliori da combinare fra loro e al quale sottoporre il paziente:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>Hwakins-Kennedy test</strong>;</li><li><strong>Segno arco doloroso</strong>;</li><li><strong>Lag sign</strong>.</li></ul>



<p class="wp-block-paragraph">Per i pazienti, invece, verso i quali si sospetta una sindrome da impingement della spalla interno sintomatico è consigliabile, prima, valutare lo stato di salute della spalla tramite <strong>radiografia</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo articolo ti è piaciuto o lo hai trovato interessante? Molto altro ancora ti aspetta nel nostro video corso dedicato al <strong>Quadrante Superiore</strong>: <a href="https://ssomt.it/corso-quadrante-ssomt/">scopri ora come abbonarti</a> alla nuovissima piattaforma e-learning SSOMT per fisioterapisti!</p>
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			</item>
		<item>
		<title>SOS cervicalgia: ecco come aiutare i nostri pazienti</title>
		<link>https://www.ssomt.it/cervicalgia-test-neurodinamici-come-curare-pazienti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danila Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2021 15:26:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[cervicale]]></category>
		<category><![CDATA[cervicalgia]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[osteopatia]]></category>
		<category><![CDATA[test neurodinamici]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://ssomt.it/?p=31406</guid>

					<description><![CDATA[La cervicalgia è un problema che affligge molti pazienti. Facciamo insieme un breve excursus dedicato ai professionisti della fisioterapia]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Quanti pazienti sono corsi da te lamentando di soffrire di <strong>cervicalgia</strong>? Dal lungo corso della nostra esperienza possiamo dirlo: <strong>moltissimi</strong>! Ecco perché oggi vogliamo affrontare in questo articolo la <strong>cervicalgia</strong>, in un excursus per fare il punto della situazione, scoprire quali sono le sindromi più diffuse e fornirti qualche suggerimento per ampliare il tuo bagaglio professionale!</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dolore alla cervicale: più comune di quanto si pensi!</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo una stima del <strong>2018</strong>, circa il <strong>66%</strong> della <strong>popolazione mondiale</strong> soffrirà di dolore al collo nell&#8217;arco della vita. Basti pensare che solo nel 2007 il dolore al collo è stato uno dei motivi per cui un paziente ha deciso di ricorrere all&#8217;utilizzo di medicina complementare e integrativa (<strong><em>CIM</em></strong>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dolore al collo non specifico è stato, dunque, ed è tutt&#8217;ora responsabile di una significativa percentuale delle visite agli operatori sanitari e dell&#8217;assenza da lavoro a causa del modo in cui interferisce nelle attività quotidiane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le fonti di dolore al collo più comuni vi è sicuramente la sindrome da <strong>dolore discogenico cervicale</strong>, ovvero la cervicalgia. Sebbene sia una patologia che può colpire entrambi i generi, <strong>ne sono più affette le donne degli uomini</strong> e, soprattutto, <strong>con maggiore frequenza all&#8217;aumentare dell&#8217;età</strong>. Tuttavia, il dolore causato dal disco stesso non è stato finora chiaramente definito e la sua diagnosi e il trattamento sono sempre stati controversi. In ogni caso, fra le diverse cause troviamo:</p>



<ul class="wp-block-list"><li><strong>influenze meccaniche</strong>: come sedersi con una flessione del collo prolungata o con una postura protratta della testa, con una flessione attiva frequente e ripetuta, movimenti improvvisi inaspettati e un trauma;</li><li><strong>invecchiamento</strong>: il disco perde naturalmente idratazione e diventa meno flessibile e resistente. Inoltre è più probabile che si creino crepe e lesioni in un disco con un contenuto percentuale d&#8217;acqua inferiore;</li><li><strong>lesioni alla colonna vertebrale</strong> legate ai traumi o alle sollecitazioni sportive.</li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">Cervicalgia e neurodinamica: quale correlazione?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I<strong> test neurodinamici</strong> sono usati per valutare la <strong>meccano-sensitività </strong>dei tessuti neurali rispetto alle strutture muscolo scheletriche che attraversano o che si pongono in relazione con loro. Nello specifico i vari<strong> test neurogenici specifici</strong> per le varie strutture nervose sono strutturati e disegnati per valutare l’adattamento strutturale e i processi pato infiammatori e pato meccanici presenti nel sistema nervoso durante il movimento e quanto lo stesso influisce sulla sensibilità del sistema nervoso in generale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Essi valutano la risposta del tessuto neuronale rispetto al movimento articolare, la salute delle strutture circostanti e la risposta allo stress di tensione imposto al tessuto neurale (cioè l’intrappolamento multiplo o singolo nelle strutture anatomiche o le risposte alla compressione del sistema nervoso che influenza la complessiva mobilità nel sistema).</p>



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		<item>
		<title>Benvenuti alla SSOMT!</title>
		<link>https://www.ssomt.it/ssomt-terapia-manuale-video-corsi-professionisti-fisioterapia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Danila Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2020 10:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[terapia manuale]]></category>
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					<description><![CDATA[Benvenuto alla SSOMT, la scuola che forma online con video corsi completi i professionisti della fisioterapia in Terapia Manuale]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo qui per darvi il benvenuto sul nuovo sito della <em><strong>SSOMT</strong></em>, la <strong>Serrecchia School Orthopedic Manual Terapy</strong>. Abbiamo deciso di dare una veste nuova ai nostri contenuti, con una home page dedicata alla corretta navigazione sul sito, una sezione completamente dedicata al catalogo dei corsi e una alla spiegazione del conseguimento dei crediti <strong>ECM</strong>.</p>
<p>Per chi acquisterà uno dei nostri corsi, invece, si aprirà un&#8217;area speciale del sito dove potrà fruire dei contenuti online e dello streaming dei nostri corsi.</p>
<h2><strong>L&#8217;offerta formativa della SSOMT </strong></h2>
<p>La nuova piattaforma della SSOMT è un vero e proprio viaggio di conoscenza attraverso videocorsi dedicati alla Terapia Manuale declinata nei seguenti percorsi:</p>
<ul>
<li>Corsi di Terapia Manuale: allo studente verranno fornite le conoscenze teorico-scientifiche e le competenze tecniche sulle varie forme di terapia manuale, sia attiva sia passiva, per il recupero delle disfunzioni del sistema muscolo-scheletrico;</li>
<li>Corsi Monotematici SSOMT del Quadrante Superiore: lo studente apprenderà l&#8217;analisi e il trattamento di tutte le articolazioni del corpo sia del quadrante superiore sia del quadrante inferiore.</li>
<li>Abbonamento completo</li>
</ul>
<p><strong>Stefano Serrecchia, il fondatore </strong></p>
<p>Infine vi presentiamo Stefano Serrecchia, il fondatore della scuola di specializzazione in Terapia Manuale. Esercita la sua attività professionale da oltre quarant&#8217;anni e ha maturato la sua esperienza grazie alla formazione in alcuni dei più grandi centri di fisioterapia del mondo.</p>
<p>Ogni anno partecipa a corsi di formazione per accrescere le sue competenze e il suo bagaglio professionale, ma anche per formare a sua volta tantissimi professionisti nel campo della fisioterapia e della terapia manuale.</p>
<p>Insieme a Stefano Serrecchia opera un team di di professionisti con esperienza pluri quarantennale che hanno l&#8217;obiettivo di continuare a formare i migliori professionisti del settore.</p>
<p>Che tu sia un nuovo iscritto o un veterano affezionato, ti diamo il benvenuto alla SSOMT: insieme faremo grandi cose!</p>
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	</channel>
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