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Cefalea cervicogenica: è possibile diagnosticarla con un test funzionale?

La cefalea cervicogenica è un tipo di cefalea secondaria che, solitamente, è causata da problemi di mobilità o postura rachide cervicale.

Solitamente, con questo tipo di mal di testa, viene coinvolta l’area suboccipitale dove ci sono le articolazioni delle prime tre vertebre cervicali. Sono proprio i segmenti cervicali, infatti, a contribuire alla genesi e allo sviluppo della cefalea cervicogenica.

Le caratteristiche principali di questo tipo di mal di testa sono:

  • ridotta mobilità delle articolazioni del rachide cervicale superiore (prima, seconda e terza vertebra)
  • alterazioni del controllo neuro-motorio cervicale e toracico (cioè del modo in cui si attivano e coordinano i muscoli)
  • presenza di aree miofasciali alterate all’interno di muscoli specifici
  • tensioni da mal adattamento dei muscoli del rachide cervicale e toracico.

Solitamente le cause della cefalea cervicogenica sono di natura neuro-muscolo-scheletrica, ovvero:

  • traumi al collo o alla testa (per esempio il colpo di frusta)
  • posture prolungate e svantaggiose che stressano la capacità di tenuta dei muscoli e delle articolazioni del collo
  • sovraccarichi da attività sportiva o lavorativa intensa
  • movimenti improvvisi del collo o della testa
  • gestualità lavorative eccessive o inconsuete
  • tutto quello che può determinare uno stress meccanico o “stiramento” eccessivo o inusuale di nervi.

Test funzionali per diagnosticare la cefalea cervicogenica

Ci sono due test funzionali di valutazione della cefalea cervicogenica. Si valuterà, infatti, la funzionalità e la mobilità dei segmenti in cranio cervicale. Ovvero quelli compresi tra occipite C1 e C2. Questo perché una delle condizioni particolari per cui si possa dire che c’è un coinvolgimento della cervicale nel mal di testa del paziente, è la presenza di una limitazione dei segmenti cervicali superiori.

Nel primo test, quello di flessione e rotazione cervicale superiore, si andrà dunque a:

  • flettere completamente la testa del paziente, quindi flettere l’occipite sulla cervicale
  • stabilizzare C2 sia medialmente sia lateralmente
  • nella posizione di massima flessione eseguire un movimento di rotazione sinistra e movimento di rotazione destra: i movimenti devono essere simmetrici o, almeno, di essere di 35° come minimo e come range medio 45°. Da qui valutare se c’è una limitazione

Nel secondo test, invece, si assocerà la rotazione all’inclinazione laterale. In presenza di un coinvolgimento cervicale superiore, i movimenti di rotazione e inclinazione sono dissociati tra di loro. Quindi sono opposti. Nel momento di rotazione a destra, quindi, ci sarà un’inclinazione sinistra. Con il test, quindi, andremo a stabilizzare vertebra cervicale superiore C1 da destra verso sinistra, chiedendo alla paziente di inclinare la testa. Il movimento dovrebbe essere libero. Lo stesso test si esegue a sinistra verso destra. I test devono dare entrambi lo stesso risultato.

Test funzionali SSOMT

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